Cambiamenti Climatici

I CAMBIAMENTI CLIMATICI
 

L'effetto serra è un fenomeno naturale che permette il riscaldamento dell'atmosfera terrestre fino ad una temperatura adatta alla vita. Senza l'effetto serra naturale, sarebbe impossibile vivere sulla Terra, poiché la temperatura media sarebbe di circa -18 gradi Celsius. L'effetto serra è possibile per la presenza in atmosfera di alcuni gas detti gas serra. Negli scorsi decenni le attività dell'uomo, in particolare la combustione di vettori energetici fossili e il disboscamento delle foreste tropicali, hanno provocato un aumento sempre più rapido della concentrazione dei gas serra nell'atmosfera alterando l'equilibrio energetico della terra. Come conseguenza si è avuto un anomalo aumento della temperatura atmosferica. Il rapporto speciale pubblicato dall’IPCC (2018) rileva che il riscaldamento prodotto a livello globale dalle attività umane ha già determinato un incremento della temperatura di circa 1 °C rispetto al periodo pre-industriale (1850–1900). Nel solo decennio 2006-2015 la temperatura è cresciuta di 0,87 °C (±0,12 °C) rispetto al periodo pre-industriale. Se questo andamento di crescita della temperatura dovesse continuare immutato nei prossimi anni, il riscaldamento globale prodotto dall’uomo porterebbe ad un aumento di 1,5 °C intorno al 2040.

La comunità scientifica internazionale ha dibattuto a lungo sia sulla dinamica climatica in corso che sugli impatti da essa provocata sui sistemi economici, sociali e ambientali. Il rapporto dell’IPCC AR5-WGIII del 2014 ha rilevato che l’area mediterranea dovrà fronteggiare gli impatti più significativi dei cambiamenti climatici e sarà fra le aree più vulnerabili del pianeta. Oggi ormai l'evidenza scientifica del legame delle alterazioni del clima con le attività antropiche gode di largo consenso fra gli scienziati. Non altrettanto concorde è l'opinione sul metodo migliore per contrastare tale tendenza.

La Strategia di Sviluppo Sostenibile costituisce l’elemento cardine nell’attuazione in Italia dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che si propone tra l’altro di “proteggere il pianeta dal degradazione, attraverso un consumo ed una produzione consapevoli, gestendo le sue risorse naturali in maniera sostenibile e adottando misure urgenti riguardo il cambiamento climatico, in modo che esso possa soddisfare i bisogni delle generazioni presenti e di quelle future.”

I cambiamenti climatici in corso costituiscono una delle sfide più rilevanti a livello urbano e territoriale del XXI secolo, proiettando in uno scenario di forte fragilità il sistema ambientale, sociale ed economico del futuro prossimo. Negli ultimi decenni i cambiamenti del clima hanno causato impatti sui sistemi naturali e umani (ecosistemi, risorse idriche, sulla salute umana, sui suistemi agro-ambientali, turismo, salute, agricoltura, pesca infrastrutture, ecc.) in quanto dipendenti fortemente dalle condizioni climatiche. L’incremento previsto dell’intensità e della frequenza delle ondate di calore e delle alluvioni ed il cambiamento della distribuzione di alcune malattie infettive e dei pollini rappresentano fattori nocivi per la salute umana.

L’adozione preventiva di azioni sia di mitigazione che di adattamento può proteggere la società dagli impatti dei cambiamenti climatici, che possono essere potenzialmente molto costose. Secondo la Commissione Europea, il costo minimo di un mancato adattamento ai cambiamenti climatici a livello europeo andrebbe dai 100 miliardi di euro all’anno nel 2020 ai 250 miliardi di euro all’anno nel 2050. A titolo di esempio, a livello locale, non possiamo non ricordare il violento tornado che nel novembre di circa 7 anni fa si è abbattuto su Taranto. Un evento rarissimo nel Mediterraneo determinato, come accertato dal CNR, da un aumento di 1°C rispetto la temperatura media della superficie del Mar Ionio e che è costato alla comunità tarantina 1 morto e circa 60 milioni di euro di danni. Pertanto, come sancito in diversi contesti internazionali tra cui in sede di COP 21, non abbiamo altra scelta che evitare i più gravi rischi legati al cambiamento climatico e in particolare gli impatti irreversibili su vasta scala. In questa prospettiva occorre pianificare la gestione e lo sviluppo delle attività e dei luoghi promuovendo nuove strategie in grado di favorire azioni di mitigazione e di adattamento mirate agli specifici contesti territoriali. Tutti i settori devono contribuire alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in funzione delle rispettive potenzialità economiche e tecnologiche.

Mentre le azioni di mitigazione devono svilupparsi nell’ambito di un coordinamento a livello internazionale e con la partecipazione di tutti i settori e livelli istituzionali, le misure/iniziative di adattamento ai cambiamenti climatici devono essere studiate e messe in atto a livello nazionale e soprattutto regionale e locale.
Risulta fondamentale scongiurare, minimizzare e affrontare le perdite e i danni associati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici attraverso l'adozione di misure di adattamento mediante l'intensificazione degli sforzi della comunità locali per ridurre la vulnerabilità dei sistemi naturali e socio-economici e aumentare la loro resilienza di fronte agli impatti inevitabili di un clima in evoluzione. L'approccio per far fronte a questi mutamenti è quello della complementarietà tra strategie di mitigazione e adattamento promuovendo azioni sinergiche coinvolgendo i diversi livelli istituzionali, la comunità scientifica e le comunità locali.


L'azione della Regione Puglia per contrastare i cambiamenti climatici

In linea con quanto proposto dall'UE, a livello nazionale e a quanto enunciato in occasione della COP 21 di Parigi, la Regione Puglia si è impegnata nell'avvio di politiche di decarbonizzazione e lotta ai Cambiamenti Climatici a partire da azioni che interessano alcuni contesti industriali fino a promuovere e supportare, in un’ottica di complementarietà, un impegno "dal basso" delle comunità locali attraverso le proprie amministrazioni.

In attuazione del parere reso dalla Commissione Europea n. 773/2018 e denominato “Un pianeta pulito per tutti”, il Presidente della Giunta Regionale Michele Emiliano è stato nominato relatore dal Comitato delle Regioni ai fini della redazione del parere denominato “Un pianeta pulito per tutti. Una visione strategica a lungo termine per un’economia prospera, moderna, competitiva e neutra dal punto di vista del clima” approvato ad unanimità in Commissione Ambiente (ENVE) del Comitato delle Regioni in sessione plenaria nelle date del 26 e 27 giugno 2019 a Bruxelles (Belgio). Il parere, in sintesi, contempla quale principale obiettivo la lotta ai cambiamenti climatici, integrando ed armonizzando strategie ambientali, sociali ed economiche al fine di favorire la transizione dell’Unione Europea verso un’economia efficiente e sostenibile, in cui l’ambiente naturale dovrà essere protetto e potenziato, unitamente alla salute ed al benessere dei cittadini.

Con DGR n. 2180 del 28.12.2016 è stato istituito un gruppo di lavoro interassessorile in materia di cambiamenti climatici con funzioni consultive, coordinato dall’Assessorato alla Qualità dell’Ambiente, al fine di garantire il supporto ai processi decisionali in merito al richiamato Decreto Direttoriale del MATTM n. 86 del 16 giugno 2015, che promuove tra l’altro l'attuazione coordinata e trasversale delle relative politiche regionali.

Con successiva DGR n. 1154 del 13.07.2017, così come modificata con DGR n. 1965/2019, la Giunta regionale ha deliberato, in sintesi, la candidatura presso la Commissione Europea della Regione Puglia a Coordinatore del “Patto dei Sindaci per il clima e l'energia” e l'istituzione della Struttura di coordinamento Regionale con l'obiettivo di rilanciare l'iniziativa in parola e supportare gli Enti Locali nella pianificazione di azioni per affrontare, in modo coordinato e con una strategia comune, gli effetti potenziali dei cambiamenti climatici e le politiche di mitigazione oltre che di adattamento.

Ad Aprile 2018 il Presidente della Regione Puglia ha sottoscritto la dichiarazione di impegno dei Coordinatori territoriali al fine di sostenere la visione del Patto dei Sindaci per territori decarbonizzati e capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici, dove garantire l’accesso a un’energia sicura, sostenibile e alla portata di tutti.

Inoltre, si rileva che, con DGR n. 1076/2019 la Regione Puglia, in qualità di partner, ha preso atto dell’approvazione del progetto denominato RESPONSe - "Strategies to adapt to climate change in Adriatic regions" finanziato con risorse del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia - Croazia 2014/2020. Detto progetto, attuato dal Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio, è finalizzato a supportare le municipalità costiere dell'adriatico nell’adozione di una governance intelligente in risposta ai rischi e agli impatti causati dal cambiamento climatico e alla definizione di un piano d'azione basato sulle caratteristiche del territorio. Per la Puglia è interessata l’area pilota di Brindisi la quale è coinvolta nella redazione di un PAESC così come promosso dall’iniziativa comunitaria Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia.

Inoltre, la Regione Puglia - Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio è partner del progetto AdriaClim, ad oggi approvato dall’ Autorità di Gestione del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia - Croazia 2014/2020. Detto progetto è finalizzato, nel caso specifico della Puglia, alla redazione di un piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici relativa all’area pilota costiera che include la Città Metropolitana di Bari e le province BAT, Brindisi e Lecce e riguarda gli impatti indotti dai Cambiamenti Climatici sull’industria dell’acquacoltura, sull’erosione costiera e sui flussi turistici.

Coerentemente a quanto proposto nel citato Parere del Presidente, la Regione Puglia nel 2019 ha avviato i lavori per la definizione della Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile integrata con il percorso di elaborazione del documento di vision strategica (Piano Strategico Regionale) che ha prodotto l’aggiornamento del quadro delle conoscenze nel contesto regionale sulle politiche e progetti attuati correlati agli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030. A tal proposito, l’adattamento ai Cambiamenti Climatici è parte di un processo di sviluppo sostenibile e pertanto interviene in modo diretto sia sull’obiettivo strategico SDGs 13 “Lotta contro il cambiamento climatico” dell’Agenda 2030 che su altri obbiettivi come: SDGs 6 “Acqua pulita”; SDGs 7 “Energia pulita e accessibile”; SDGs 11 “Città e comunità sostenibili”; SDGs 12 “Consumo e produzione responsabili”; SDGs 14 “Vita sott’acqua”; SDGs 15 “Vita sulla terra”. Pertanto, con riferimento alle attività relative alla definizione della Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile, è stato avviato il Forum regionale di SvS con un primo incontro tenutosi il 23.01.2020 dal titolo “Agire per il Clima” che ha visto la presenza del Presidente della Regione, le diverse strutture regionali rappresentate da funzionari e dirigenti oltre che degli esponenti della società civile (associazioni, agenzie, enti di ricerca, studenti e docenti). Il Forum ha coinvolto detti soggetti su 5 tavoli tematici finalizzati a raccogliere contributi per la definizione di una vision strategica fondata sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e per orientare e permeare le politiche, le programmazioni e le pianificazioni regionali in ambito ambientale, sociale ed economico sul tema climatico.

In associazione e in continuità alle suddette attività e in coerenza con quanto proposto a livello europeo e nazionale è in fase di definizione un percorso di definizione della Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SRACC) al fine di mettere a sistema le esperienze e le informazioni ad oggi disponibili e individuare adeguate misure in grado di rafforzare la resilienza dei territori al fine di migliorare la capacità di reagire positivamente agli stress indotti dai cambiamenti climatici. Detta Strategia consentirà inoltre, nell’ambito del ruolo di coordinatore territoriale del “Patto dei Sindaci per il clima e l’energia” della Regione Puglia di cui alla DGR n. 1154 del 13.07.2017, così come modificata con DGR n. 1965/2019, di fornire le informazioni di dettaglio agli Enti locali per adeguare o elaborare i Piani d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) relativamente al tema dell’adattamento.

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IN PRIMA LINEA VERSO UNA UE CLIMATICAMENTE NEUTRA ENTRO IL 2050

La visione strategica a lungo termine della Commissione europea delinea una serie di strade percorribili dall’Europa per guidare la transizione verso un’economia climaticamente neutra entro il 2050, in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

Istituzioni dell’Unione europea, aziende e società sono invitate a collaborare al fine di conseguire un’economia equa, prospera e a impatto zero sul clima. Il 28 novembre 2018, la Commissione ha presentato «Un pianeta pulito per tutti», la sua visione strategica a lungo termine per raggiungere un’economia climaticamente neutra entro il 2050. La strategia dimostra come l’Europa sia in grado di porsi in prima linea negli sforzi volti a conseguire l’impatto zero sul clima investendo in soluzioni tecnologiche realistiche, responsabilizzando i cittadini e allineando l’azione in aree chiave quali la politica industriale, i finanziamenti o la ricerca, assicurando però al contempo l’equità sociale necessaria per una transizione giusta.

A causa dell’aumento del riscaldamento globale, i danni ambientali e i fenomeni meteorologici estremi mettono a rischio la produzione alimentare, la salute pubblica, la biodiversità e la stabilità politica. Per evitare il verificarsi di pericolosi cambiamenti climatici, l’accordo di Parigi richiede a tutte le sue parti un’azione decisa e rapida a livello globale. La visione strategica della Commissione fornisce un’analisi dettagliata di otto strade percorribili dall’economia dell’Unione europea (UE), illustrando fattibilità e benefici della collaborazione fra i vari attori verso un futuro a impatto zero sul clima. Gli scenari delineati fanno affidamento su soluzioni tecnologiche esistenti o emergenti, sulla responsabilizzazione dei cittadini e sull’allineamento trasversale fra politica, finanziamenti e ricerca.

La strategia a lungo termine prospetta un cammino equo dal punto di vista sociale verso un’economia europea capace, entro il 2050, di azzerare le emissioni nette dei gas a effetto serra e durante il quale la transizione energetica collabori a stretto contatto con la crescita economica. Componenti strategiche I percorsi illustrati nella strategia si basano su sette componenti strategiche: una maggiore efficienza energetica; una diffusione più capillare delle energie rinnovabili; una mobilità più pulita e connessa; un’industria competitiva basata sull'economia circolare; una serie di infrastrutture intelligenti e interconnesse; uno sviluppo considerevole della bioeconomia e dei pozzi naturali di assorbimento del carbonio; l’uso della cattura e dello stoccaggio del carbonio.

Per preparare a dovere le fondamenta della neutralità climatica servirà un’azione congiunta trasversale a tutte queste aree. La creazione di un sistema di mobilità più pulito, ad esempio, richiede non soltanto l’impiego di combustibili maggiormente ecocompatibili e una maggiore efficienza energetica, ma anche infrastrutture più solide e un’organizzazione più efficiente dell’intero sistema, basata sulla digitalizzazione, sulla condivisione dei dati e su standard interoperabili. Le nuove fonti di energia potranno contribuire alla trasformazione del sistema energetico europeo soltanto qualora gli investimenti nelle capacità vadano a braccetto con una più ampia partecipazione dei consumatori, una maggiore interconnettività, un migliore stoccaggio dell’energia su larga scala, una gestione attiva della domanda e la digitalizzazione delle pratiche di gestione.

La strategia invoca la realizzazione di un quadro europeo in grado di stimolare la ricerca e l’innovazione, aumentare gli investimenti privati, fornire i giusti segnali ai mercati e garantire la coesione sociale. A questo fine, sarà necessario fare affidamento su un ambizioso mix di innovazione tecnologica, investimenti e azioni in tutti i settori: l’analisi dimostra come ciò sia possibile e vantaggioso non soltanto per il clima, ma anche per l’economia dell’UE e per la qualità della vita dei cittadini. La a cooperazione è fondamentale La transizione dell’Europa verso l’energia pulita è già in atto. Da decenni, ormai, l’Europa dà il buon esempio, essendo riuscita a dissociare le emissioni di gas a effetto serra dalla crescita economica.

La visione della Commissione chiede all’UE di fare leva su questi successi, riconoscendo al contempo che per invertire la traiettoria delle emissioni e conseguire la neutralità climatica saranno necessari sforzi ingenti e una cooperazione a livello internazionale. Anche i cittadini hanno un ruolo decisivo nella riuscita della transizione: gli stili di vita e le scelte dei consumatori si ripercuotono ad esempio sulla rapidità di questa trasformazione e la loro partecipazione è considerata fondamentale dalla visione strategica ai fini del futuro sistema energetico. Inoltre, sarà essenziale anche il ruolo svolto dagli attori regionali e locali. La strategia a lungo termine vede infatti le città come laboratori di soluzioni sostenibili e trasformative e ritiene che l’UE debba trarre vantaggio da questa situazione tramite piattaforme quali il Patto dei sindaci per il clima e l’energia.

Le prossime tappe

I rappresentanti della Commissione europea hanno già avviato una serie di incontri con autorità e parlamenti nazionali, imprese, organizzazioni non governative e cittadini di vari Stati membri per discutere delle componenti strategiche ai fini della decarbonizzazione a lungo termine, come proposto nell’ambito della visione strategica. Il 14 marzo 2019 il Parlamento ha adottato una risoluzione sul cambiamento climatico in cui accoglie con favore la pubblicazione della visione strategica, discute in merito ai percorsi mirati all’azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 e ritiene che tale obiettivo sia l’unico compatibile con gli impegni dell’Unione nel quadro degli accordi di Parigi. Dalla sua pubblicazione, la strategia «Un pianeta pulito per tutti» è stata discussa in varie formazioni del Consiglio, tra cui Ambiente, Agricoltura e Occupazione e politica sociale. Nel giugno del 2019, il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio e la Commissione a portare avanti i lavori sui processi e sugli strumenti da adottare per assicurare la transizione verso una UE a impatto zero sul clima. Il Consiglio europeo definirà i suoi orientamenti entro la fine del 2019. In seguito all’ampio dibattito fra le parti interessate, l’UE sottoporrà la sua strategia a lungo termine alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) entro il 2020, in conformità alle richieste dell’accordo di Parigi.

  Data pubblicazione

26/08/2019